NewsBlog: I siti di Secondary Ticketing acquistano tutto!

Il clamoroso sold out per il concerto milanese di Springsteen, quando nel giro di 60 secondi sono stati venduti 40mila tagliandi, ha riacceso i fari sul cosiddetto "secondary ticketing": pratica legale inevitabile o illecito bagarinaggio digitale reso possibile da sofisticati software? Mentre negli Stati Uniti la magistratura indaga e inizia fornire le prime sconcertanti risposte, in Italia il problema sembra non stare a cuore quasi a nessuno. Il messaggio di Ligabue a Repubblica: "Io ho sempre cercato di fare il massimo per contenere i prezzi"

Il caso Springsteen solo la punta dell'iceberg

ROMA - Biglietti già esauriti sulle pagine web del rivenditore ufficiale allo scoccare della vendita online, ma allo stesso tempo disponibili a prezzi folli sui siti di "secondary ticketing". Un problema che non riguarda solo i patiti del rock, la cui ultima traumatica esperienza è stata lo scorso 9 febbraio il sold out del concerto di Bruce Springsteen del 3 luglio a San Siro, quando 40mila biglietti sono spariti nel giro di un minuto dall’unico rivenditore online autorizzato

Con situazioni simili devono regolarmente fare i conti anche gli appassionati di calcio e sport vari per, per i quali entrare in possesso del singolo biglietto per un evento top - tipo finale di Champions League per intenderci – è molto spesso impossibile e l’unica alternativa a disposizione è l’acquisto in un costoso pacchetto all incusive, comprensivo di volo e albergo. Un "pedaggio" odioso che può sopportare il fan sfegatato, questa procedura definita "secondary ticketing", ma che non dovrebbe essere tollerato da tutti gli altri attori della filiera che compone un evento dal vivo. Dall’artista al promoter, dall’agenzia che rappresenta l’immagine della star fino a chi gestisce materialmente i luoghi dei concerti.

L'inchiesta di New York. Negli Stati Uniti si narrano le gesta di temerari hacker che in solitaria sono riusciti a gestire fino a 75 identità diverse, riuscendo così a comprare centinaia di biglietti con pochi clic. La stragrande maggioranza dei casi, come ha accertato la più recente (e probabilmente unica) inchiesta condotta sin qui sul fenomeno, ha però contorni molto meno romantici. Al centro della vicenda c’è ancora una volta lui, Bruce Springsteen, una delle rock star più amate di sempre. Secondo quanto ha appurato il procuratore generale di New York, Eric Schneiderman, lo scorso 10 dicembre su tre diverse piattaforme digitali sono stati offerti i biglietti (a prezzi da capogiro) per il tour del Boss ancor prima che la prevendita ufficiale fosse aperta. Ai siti di secondary ticketing viene intimato quindi di oscurare quelle offerte e le società che li controllano vengono allo steso tempo invitate a un incontro per aprire un tavolo contro la speculazione

 Fonte: http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2016/03/08/news/gli_avvoltoi_del_biglietto_online-133630631/

 

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