Car Sharing e Trasporti

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La situazione del trasporto pubblico è molto negativa nel Sud, va un po’ meglio al Nord (con Milano che è un’eccezione) ed è comunque molto indietro rispetto agli altri grandi paesi europei. Queste conclusioni emergono da uno studio sul trasporto pubblico in Italia realizzato da Ferrovie dello Stato, la più importante società italiana di trasporto ferroviario, in collaborazione con il centro di analisi e consulenza The European House – Ambrosetti. Lo studio, molto ricco e articolato, si divide in tre parti: una di analisi sullo stato del trasporto pubblico in Italia, una di casi di studio su come funzionano le cose in altre grandi città europee e una di consigli, suggerimenti e simulazioni su come potrebbe o dovrebbe cambiare la gestione del trasporto pubblico in Italia.

Nella prima parte, quella di analisi, sono presentati moltissimi dati che danno una fotografia del trasporto pubblico in tutta Italia, nelle più importanti città e nelle città metropolitane. Quello che dicono i numeri è, in larga parte, quello che si sente dire spesso su come vada il trasporto pubblico italiano, ma diversi dati sono comunque piuttosto impressionanti. Qui abbiamo raccolto le cose più interessanti. 

Come e quanto ci spostiamo

Il primo punto di analisi dello studio è una valutazione di quanto ci si sposti in Italia e di quanto sia usato il trasporto pubblico, e se il primo valore è aumentato, il secondo è diminuito: ci si sposta di più, ma in media si usa meno il trasporto pubblico.
Il tasso di mobilità della popolazione, cioè le persone che si spostano giornalmente, tra il 2012 e 2016 è cresciuto dal 75,1% all’83,6%.
I dati dicono che la domanda per il trasporto pubblico è diminuita in quasi tutte le principali città italiane.

In Italia, inoltre, il trasporto pubblico è molto meno usato che in altri paesi. Lo si nota confrontando i dati sui modi in cui si spostano le persone in alcune grandi città italiane con dati simili riferiti a città europee. A Parigi, per esempio, meno del 20 per cento degli spostamenti viene fatto con mezzi motorizzati privati e quasi il 70 per cento viene fatto con mezzi pubblici: a Roma la percentuale di uso di mezzi privati è del 60 per cento, e a Milano – la città italiana con il miglior sistema di trasporto pubblico – la percentuale è comunque quasi del 50 per cento. Se si guarda al trasporto urbano con mezzi motorizzati, la percentuale di quello con mezzi non collettivi, quindi in auto, è molto alta: l’81,1 per cento come media nazionale e il 62,7 per cento se si guarda solo alle città con più di 250.000 abitanti.

L’81,1% degli spostamenti motorizzati urbani (quindi esclusi quelli che avvengono a piedi o in bicicletta) sono svolti con l’automobile e solamente il 13,6% con mezzi collettivi. Il quadro è migliore nelle grandi città (>250 mila abitanti) in cui la quota dei mezzi collettivi sale al 30,1% a fronte di un 62,7% dell’auto privata e del 7,3% di moto e ciclomotori.

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